Se ti senti sempre senza energia, potrebbe non essere caldo o stress, ma anemia.

  • Home
  • Blog
  • Se ti senti sempre senza energia, potrebbe non essere caldo o stress, ma anemia.
anemia

C’è un tipo di stanchezza che a volte non passa. Non quella di una settimana intensa o di una notte dormita male, quella si risolve con il riposo. È una stanchezza di fondo, costante, che ti accompagna anche quando non hai fatto niente di particolare. Ti alzi dal letto già affaticato, sali le scale e ti manca il fiato, fai uno sforzo minimo e senti le gambe che cedono. Magari ci aggiungi qualche capogiro, un pallore che ti segnalano gli altri prima che tu te ne accorga, le mani sempre fredde.

Spesso si liquida tutto come stress, stagione, vita frenetica. Ma in molti casi dietro a questi segnali c’è qualcosa di preciso e diagnosticabile: l’anemia. Una condizione diffusissima, che colpisce circa il 25% della popolazione mondiale e che tende a essere sottovalutata proprio perché i suoi sintomi sono così comuni da sembrare normali.

Come si capisce se si ha l’anemia?

Il corpo manda segnali chiari, anche se spesso non li colleghiamo alla causa giusta. L’anemia si insinua nella quotidianità senza annunciarsi. È quella sensazione di essere a corto di energia anche dopo ore di sonno, la difficoltà a concentrarti, la pelle che perde luminosità e diventa grigiastra o pallida. Alcune persone notano le unghie che si fragilizzano, i capelli che cadono di più, le labbra secche e screpolate. Altre riferiscono una strana voglia di masticare ghiaccio o di mangiare cose particolari, un segnale curioso ma documentato nelle anemie da carenza di ferro.

Il punto chiave è che l’anemia è una condizione che può avere cause molto diverse tra loro, come la carenza di ferro, il deficit di vitamina B12 o folati, i problemi di origine genetica come la talassemia, o condizioni sottostanti più complesse. Per questo i sintomi da soli non bastano, la diagnosi richiede sempre un esame del sangue.

Quali sono i sintomi di una forte anemia?

Quando l’anemia è lieve, i sintomi possono passare quasi inosservati. Quando diventa più marcata, il corpo non riesce più a compensare e i segnali si fanno più evidenti e difficili da ignorare.

Una forte anemia si manifesta con una stanchezza debilitante che non cede nemmeno con il riposo, affanno anche sotto sforzi minimi come salire una rampa di scale o camminare velocemente, palpitazioni e tachicardia perché il cuore accelera nel tentativo di pompare più sangue ossigenato ai tessuti. Si aggiungono mal di testa frequenti, difficoltà di concentrazione, ronzii alle orecchie e un pallore evidente non solo del viso ma anche delle mucose con le palpebre inferiori, abbassate, e le gengive che appaiono più chiare del normale, anziché rosa. Nei casi più seri possono comparire dolore al petto e svenimenti.

L’anemia provoca vertigini?

Sì, ed è uno dei sintomi più frequenti e spesso meno ricollegati alla causa giusta. Le vertigini e i capogiri nell’anemia hanno un meccanismo preciso. Quando i globuli rossi sono pochi o funzionano male, il cervello riceve meno ossigeno di quanto ne avrebbe bisogno. Il risultato è quella sensazione di testa leggera, di instabilità, di stanza che gira, soprattutto quando ci si alza velocemente da seduti o sdraiati.

È un sintomo che in estate si sovrappone facilmente ai cali di pressione tipici del caldo, come abbiamo spiegato nell’articolo su pressione bassa e stanchezza estiva. Ma se le vertigini si ripetono fuori dalle giornate di afa, senza una spiegazione legata alla temperatura, vale la pena indagare anche sul fronte ematico.

Come si vede l’anemia nelle analisi?

L’esame di riferimento è l’emocromo completo, un esame del sangue semplice e routinario che misura la quantità e la qualità dei globuli rossi. I valori a cui prestare attenzione sono principalmente l’emoglobina (Hb), al di sotto di 12 g/dL nelle donne e 13 g/dL negli uomini si parla di anemia, e l’ematocrito che indica la percentuale di globuli rossi nel sangue totale.

L’emocromo fornisce anche informazioni sulla forma e sulla dimensione dei globuli rossi, utili per capire che tipo di anemia si ha. Globuli rossi piccoli e pallidi orientano verso una carenza di ferro; globuli rossi grandi verso una carenza di vitamina B12 o folati. A seconda del quadro, il medico può richiedere esami di approfondimento per controllare ferritina e sideremia per il ferro, dosaggio della vitamina B12 e dei folati, o indagini più specifiche se si sospetta una forma genetica.

Come si cura l’anemia?

La cura dipende sempre dalla causa, ed è per questo che non esiste un rimedio universale. L’anemia da carenza di ferro (la più comune, soprattutto nelle donne in età fertile) si tratta con integratori di ferro per via orale, affiancati da una dieta ricca di alimenti che ne favoriscono l’assorbimento: carne rossa magra, legumi, verdure a foglia verde scura, frutta secca. La vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro, soprattutto di quello contenuto negli alimenti di origine vegetale, mentre caffè e tè ne ostacolano l’assimilazione se consumati vicino ai pasti.

L’anemia da carenza di B12 o folati si corregge con supplementazione specifica, spesso in forma di integratori o, nei casi più gravi, con iniezioni. Nelle forme legate a patologie gastrointestinali, autoimmuni, ereditarie, si interviene sulla causa, non solo sul sintomo.

La cosa più importante da non fare è auto-prescriversi integratori di ferro senza una diagnosi, perché un eccesso di ferro è tossico per l’organismo quanto una carenza. 

La Clinica San Domenico di Piazza Sassari 5, nel cuore di Roma, da anni è il punto di riferimento della città per la prevenzione e la cura della salute. Se hai questi sintomi e vuoi capire cosa sta succedendo, prenota i tuoi esami del sangue e affidati a specialisti che mettono il tuo benessere al primo posto. La nostra clinica offre un pacchetto interamente dedicato alle analisi per sospetta anemia.

Clinica San Domenico, da oltre 70 anni vicina alla tua salute.

Comments are closed