Settembre rappresenta spesso un momento di ripartenza. Si torna alle abitudini quotidiane, si riprende l’attività fisica e si fissano nuovi obiettivi per il proprio benessere. Il 29 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, questa ripartenza può diventare un’opportunità per prestare maggiore attenzione alla salute cardiovascolare. La ricorrenza, promossa dalla World Heart Federation, nasce per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e sul riconoscimento dei segnali delle malattie cardiovascolari. Molti fattori di rischio possono infatti essere prevenuti o gestiti attraverso abitudini sane e controlli appropriati.
Cosa fare per migliorare la salute del cuore?
Proteggere il cuore significa agire con continuità su diversi aspetti della vita quotidiana. L’attività fisica regolare, un’alimentazione equilibrata, l’astensione dal fumo e il controllo di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e peso corporeo contribuiscono alla prevenzione cardiovascolare. Anche il riposo, la gestione dello stress e la regolarità dei controlli hanno un ruolo importante, soprattutto in presenza di familiarità o patologie già diagnosticate.
Per iniziare non servono necessariamente cambiamenti drastici; settembre può essere il momento giusto per ridurre gradualmente il tempo trascorso seduti, tornare a camminare con regolarità e recuperare un ritmo più ordinato dopo le vacanze. Per gli adulti, le principali indicazioni internazionali suggeriscono almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica moderata oppure 75 minuti di attività più intensa, aggiungendo esercizi di rafforzamento muscolare almeno due volte alla settimana. Il programma deve comunque essere proporzionato all’età, alle condizioni fisiche e alla storia clinica della persona.
Conoscere i propri valori è altrettanto importante. La pressione alta, per esempio, può rimanere a lungo priva di sintomi evidenti. Controllarla periodicamente permette di identificare un possibile fattore di rischio prima che provochi conseguenze.
Quali sono i 5 segnali che il cuore sta soffrendo?
Ci sono dei segnali che meritano particolare attenzione, soprattutto quando compaiono improvvisamente, durante uno sforzo o insieme ad altri disturbi.
Dolore o pressione al petto
Una sensazione di peso, oppressione, bruciore o costrizione al centro del torace può essere collegata a un problema cardiaco. Il fastidio può estendersi verso un braccio, le spalle, la schiena, il collo o la mandibola.
Affanno insolito
La difficoltà respiratoria durante attività normalmente ben tollerate, oppure a riposo, può indicare che il cuore o l’apparato respiratorio stanno lavorando con maggiore difficoltà.
Palpitazioni o battito irregolare
La percezione di un cuore molto rapido, irregolare o capace di “saltare un battito” può avere numerose cause. Quando il fenomeno è frequente o associato a debolezza, affanno, dolore toracico o perdita di coscienza richiede una valutazione.
Vertigini o svenimento
Capogiri, sensazione di testa vuota e perdita di coscienza possono comparire quando il cervello riceve temporaneamente meno sangue. Le cause possono essere diverse, comprese alcune alterazioni del ritmo o della pressione.
Stanchezza fuori dal comune
Una riduzione improvvisa della resistenza, soprattutto se accompagnata da affanno, gonfiore alle gambe o difficoltà a svolgere le normali attività, merita un approfondimento.
Durante l’attività fisica, dolore toracico, vertigini, confusione, affanno marcato, stanchezza estrema e battito molto rapido o irregolare sono segnali che richiedono l’interruzione dello sforzo e un confronto con un professionista sanitario. Ci teniamo a ricordare che un dolore toracico intenso o persistente, soprattutto se associato a sudorazione, nausea, difficoltà respiratoria, debolezza improvvisa o perdita di coscienza, deve essere trattato come un’emergenza.
Quando le vertigini dipendono dal cuore?
Le vertigini non dipendono sempre dal cuore. Possono essere associate all’orecchio interno, alla cervicale, alla disidratazione, a un calo di pressione, all’ansia, all’anemia o ad altre condizioni. Una possibile origine cardiovascolare deve essere presa in considerazione quando il disturbo compare durante uno sforzo, è accompagnato da palpitazioni, dolore toracico, mancanza di respiro o svenimento, oppure si presenta in una persona con patologie cardiache già note. Tra le cause cardiologiche possono esserci alcune aritmie, una riduzione eccessiva della pressione arteriosa o condizioni che limitano temporaneamente l’afflusso di sangue al cervello. Anche la modalità con cui si manifesta il disturbo può offrire indicazioni utili. La sensazione che l’ambiente stia ruotando è spesso collegata all’equilibrio e all’orecchio interno. Una sensazione di mancamento, vista offuscata o perdita imminente di coscienza può invece richiedere anche un approfondimento cardiovascolare. La valutazione deve tenere conto della durata, della frequenza, delle circostanze in cui compaiono le vertigini e degli eventuali sintomi associati. Un episodio accompagnato da perdita di coscienza, dolore al petto o difficoltà respiratoria richiede assistenza tempestiva.
Quali sono gli effetti dello sport sul cuore?
L’attività fisica praticata con regolarità aiuta il sistema cardiovascolare a lavorare in modo più efficiente. Nel tempo può migliorare la capacità del cuore di pompare il sangue, contribuire al controllo della pressione arteriosa, favorire il mantenimento del peso e sostenere il metabolismo di glicemia e colesterolo. Muoversi regolarmente può inoltre migliorare la capacità respiratoria, la qualità del sonno e la resistenza durante le attività quotidiane. Il beneficio non dipende soltanto dallo sport intenso. Camminare a passo sostenuto, andare in bicicletta, nuotare o svolgere esercizi adeguati alla propria condizione possono contribuire alla salute cardiovascolare. Anche interrompere frequentemente i periodi trascorsi seduti rappresenta un primo passo utile.
Questo periodo può diventare il momento per ripartire in maniera graduale. Dopo settimane di inattività, aumentare improvvisamente durata e intensità degli allenamenti può sottoporre il corpo a uno sforzo al quale non è più abituato. Una ripresa progressiva permette di osservare la risposta dell’organismo e di riconoscere eventuali sintomi. Chi conduce una vita sedentaria può iniziare con camminate leggere, aumentando gradualmente ritmo e durata quando l’attività viene tollerata bene.
Chi ha problemi al cuore può fare sport?
Avere un problema cardiaco non significa necessariamente dover rinunciare al movimento. In numerose condizioni cardiovascolari stabili, l’attività fisica può far parte del percorso di cura e contribuire al miglioramento della capacità funzionale e della qualità della vita. Il tipo di esercizio, l’intensità e la frequenza devono però essere scelti sulla base della diagnosi, delle terapie seguite e delle condizioni generali della persona.
Prima di iniziare o riprendere uno sport è particolarmente importante confrontarsi con il cardiologo quando sono presenti:
- una cardiopatia già diagnosticata;
- precedenti infarti o interventi cardiaci;
- aritmie;
- ipertensione non controllata;
- dolore toracico o affanno durante lo sforzo;
- episodi di vertigine o svenimento;
- una lunga fase di sedentarietà associata a più fattori di rischio.
In base al caso, lo specialista può consigliare ulteriori accertamenti, come un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma o un test da sforzo. L’obiettivo è individuare una modalità di allenamento sostenibile e sicura, evitando sia l’inattività sia gli sforzi non adatti.
Le indicazioni più recenti sulla cardiologia dello sport sottolineano il valore di una decisione condivisa tra medico e paziente, costruita sulla valutazione individuale dei benefici e dei possibili rischi.
In che cosa consiste una visita cardiologica?
La visita cardiologica serve a valutare lo stato di salute del cuore e del sistema circolatorio.
Il cardiologo inizia raccogliendo informazioni sui sintomi, sulle patologie presenti, sui farmaci assunti e sulla storia familiare. È utile segnalare eventuali casi di infarto, ictus, aritmie o morte cardiaca improvvisa tra i familiari, soprattutto se avvenuti in giovane età.
Durante la visita vengono generalmente controllati pressione arteriosa, frequenza e ritmo cardiaco. Il medico ascolta il cuore e i polmoni, valuta la presenza di gonfiore agli arti inferiori e ricerca eventuali segni utili a orientare la diagnosi.
L’elettrocardiogramma può essere eseguito per registrare l’attività elettrica del cuore e osservare ritmo e frequenza. In base ai sintomi e ai risultati della visita, il cardiologo può suggerire ulteriori esami, come ecocardiogramma, Holter cardiaco, Holter pressorio o test da sforzo.
La visita cardiologica può essere indicata sia in presenza di disturbi sia come momento di prevenzione per chi presenta pressione alta, diabete, colesterolo elevato, familiarità cardiovascolare, abitudine al fumo o altri fattori di rischio. Il 29 settembre invita a ricordare che la salute del cuore si costruisce durante tutto l’anno. Settembre, con il ritorno alla quotidianità, può rappresentare l’occasione per riprendere il movimento, conoscere i propri valori e programmare i controlli rimandati.
La Clinica San Domenico di Piazza Sassari 5, nel cuore di Roma, da anni è il punto di riferimento della città per la prevenzione e la tua salute. Contattaci e affidati a specialisti che mettono il tuo benessere al primo posto.
Clinica San Domenico, da oltre 70 anni vicina alla tua salute.


Comments are closed